Centrale Preneste 10 Marzo 2013 “...E CADDE ADDORMENTATA” tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco. drammaturgia e regia Giovanna Facciolo, scene Massimiliano Pinto, costumi Giovanna Napolitano, luci Paco Summonte, audio Alessandro Messina, con: Adele Amato de Serpis, Valeria Luchetti, Melania Balsamo. Un re e una regina, un padre e una madre, vogliono che la loro tanto sospirata e unica figlia appena nata, riceva i doni più belli che la vita possa offrire. Dodici sono le fate invitate ai festeggiamenti, ognuna in grado di regalare doti, qualità e fortuna, tutto il meglio che si possa destinare e desiderare. Ma la perfezione non esiste nemmeno nelle favole ed ecco che ciò che non è desiderato è in agguato: l’ombra non si può lasciare fuori dalla porta e anche se non la si invita, si presenta lo stesso, proprio come la tredicesima fata, portatrice di male e di oscurità.Terribile è la vendetta della vecchia fata dimenticata, che col suo malèfico dono riporta il dolore al centro della tavola imbandita. Ma c’è un rimedio, che la dodicesima fata, tenutasi opportunamente in disparte, può offrire come ultimo prezioso dono in grado di trasformare il crudele destino. Un sonno protettore, lungo cent’anni, che allontana la morte e il dolore. Una sospensione infinita che protegge dal male…. ma allontana la vita. Forse anche nella realtà c’è il desiderio di evitare ai nostri figli la parte più spiacevole della vita, dalle piccole frustrazioni ai grandi dolori, eliminando possibilmente tutto ciò che rappresenta un rischio, un’incognita, un pericolo, una possibile sofferenza o una rinuncia. E come nella favola a volte si vorrebbe creare un nido incantato che tenga fuori il male, che sospenda il dolore. Ma per crescere è necessario saper accettare e affrontare anche le ombre, le piccole e grandi ferite che ogni esistenza porta con sé e che non possiamo allontanare se non rinunciando allo scorrere della vita stessa, come avviene col sonno incantato della Bella Addormentata. Questo è quello che la fiaba a noi ha raccontato e questo è quello che vogliamo raccontare, attraverso tre fate, un po’ ansiose e divertenti, guardiane del lungo sonno e voce del sentire più spontaneo e naturale di madri e di padri. Ma alla fine, allo scadere degli anni, la principessa si risveglierà: le fitte trame di quel nido incantato si disferanno docilmente al passaggio di un cavaliere, che porterà con sé l’amore e la vita con le sue ombre e le sue luci.
...E cadde addormentata
14.3.13
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Teatro Ragazzi
14.3.13
Teatro Ragazzi
Centrale Preneste 10 Marzo 2013 “...E CADDE ADDORMENTATA” tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco. drammaturgia e regia Giovanna Facciolo, scene Massimiliano Pinto, costumi Giovanna Napolitano, luci Paco Summonte, audio Alessandro Messina, con: Adele Amato de Serpis, Valeria Luchetti, Melania Balsamo. Un re e una regina, un padre e una madre, vogliono che la loro tanto sospirata e unica figlia appena nata, riceva i doni più belli che la vita possa offrire. Dodici sono le fate invitate ai festeggiamenti, ognuna in grado di regalare doti, qualità e fortuna, tutto il meglio che si possa destinare e desiderare. Ma la perfezione non esiste nemmeno nelle favole ed ecco che ciò che non è desiderato è in agguato: l’ombra non si può lasciare fuori dalla porta e anche se non la si invita, si presenta lo stesso, proprio come la tredicesima fata, portatrice di male e di oscurità.Terribile è la vendetta della vecchia fata dimenticata, che col suo malèfico dono riporta il dolore al centro della tavola imbandita. Ma c’è un rimedio, che la dodicesima fata, tenutasi opportunamente in disparte, può offrire come ultimo prezioso dono in grado di trasformare il crudele destino. Un sonno protettore, lungo cent’anni, che allontana la morte e il dolore. Una sospensione infinita che protegge dal male…. ma allontana la vita. Forse anche nella realtà c’è il desiderio di evitare ai nostri figli la parte più spiacevole della vita, dalle piccole frustrazioni ai grandi dolori, eliminando possibilmente tutto ciò che rappresenta un rischio, un’incognita, un pericolo, una possibile sofferenza o una rinuncia. E come nella favola a volte si vorrebbe creare un nido incantato che tenga fuori il male, che sospenda il dolore. Ma per crescere è necessario saper accettare e affrontare anche le ombre, le piccole e grandi ferite che ogni esistenza porta con sé e che non possiamo allontanare se non rinunciando allo scorrere della vita stessa, come avviene col sonno incantato della Bella Addormentata. Questo è quello che la fiaba a noi ha raccontato e questo è quello che vogliamo raccontare, attraverso tre fate, un po’ ansiose e divertenti, guardiane del lungo sonno e voce del sentire più spontaneo e naturale di madri e di padri. Ma alla fine, allo scadere degli anni, la principessa si risveglierà: le fitte trame di quel nido incantato si disferanno docilmente al passaggio di un cavaliere, che porterà con sé l’amore e la vita con le sue ombre e le sue luci.
Centrale Preneste 10 Marzo 2013 “...E CADDE ADDORMENTATA” tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco. drammaturgia e regia Giovanna Facciolo, scene Massimiliano Pinto, costumi Giovanna Napolitano, luci Paco Summonte, audio Alessandro Messina, con: Adele Amato de Serpis, Valeria Luchetti, Melania Balsamo. Un re e una regina, un padre e una madre, vogliono che la loro tanto sospirata e unica figlia appena nata, riceva i doni più belli che la vita possa offrire. Dodici sono le fate invitate ai festeggiamenti, ognuna in grado di regalare doti, qualità e fortuna, tutto il meglio che si possa destinare e desiderare. Ma la perfezione non esiste nemmeno nelle favole ed ecco che ciò che non è desiderato è in agguato: l’ombra non si può lasciare fuori dalla porta e anche se non la si invita, si presenta lo stesso, proprio come la tredicesima fata, portatrice di male e di oscurità.Terribile è la vendetta della vecchia fata dimenticata, che col suo malèfico dono riporta il dolore al centro della tavola imbandita. Ma c’è un rimedio, che la dodicesima fata, tenutasi opportunamente in disparte, può offrire come ultimo prezioso dono in grado di trasformare il crudele destino. Un sonno protettore, lungo cent’anni, che allontana la morte e il dolore. Una sospensione infinita che protegge dal male…. ma allontana la vita. Forse anche nella realtà c’è il desiderio di evitare ai nostri figli la parte più spiacevole della vita, dalle piccole frustrazioni ai grandi dolori, eliminando possibilmente tutto ciò che rappresenta un rischio, un’incognita, un pericolo, una possibile sofferenza o una rinuncia. E come nella favola a volte si vorrebbe creare un nido incantato che tenga fuori il male, che sospenda il dolore. Ma per crescere è necessario saper accettare e affrontare anche le ombre, le piccole e grandi ferite che ogni esistenza porta con sé e che non possiamo allontanare se non rinunciando allo scorrere della vita stessa, come avviene col sonno incantato della Bella Addormentata. Questo è quello che la fiaba a noi ha raccontato e questo è quello che vogliamo raccontare, attraverso tre fate, un po’ ansiose e divertenti, guardiane del lungo sonno e voce del sentire più spontaneo e naturale di madri e di padri. Ma alla fine, allo scadere degli anni, la principessa si risveglierà: le fitte trame di quel nido incantato si disferanno docilmente al passaggio di un cavaliere, che porterà con sé l’amore e la vita con le sue ombre e le sue luci.
Entropia
13.3.13
Danza,
Musica
Teatro Il Cantiere 9 Marzo 2013 “Entropia” estratto del disco: “The Decline of western civilization” performes: Amptek AleX Marenga: laptop, guitars, synths, Dr.Lops: keys, pads, Emiliano Cappelli: bass, Biagio Orlandi: saxophones, Davide Pentassuglia: drums, percussives, guest stars: Mauro Tiberi: vocals, Valentina Buffone, Antonio Marino: dance performers. Entropia, progetto storico della scena elettronica italiana, protagonista di originali contaminazione stilistiche e di interazione fra le arti presenta il nuovo album: "The Decline of Western Civilization". Un opera concept in quattro movimenti su video elaborazioni originali e una coreografia di Valentina Buffone dove l'elettronica si contamina in mille modi diversi attraversando i possibili sentieri della ricerca. Ambient, electro, jazz-rock, sperimentazione, echi ethno-tribali, breakbeat, industrial, noise music si fondono in un progetto di iper-contaminazione sonora senza precedentii. Un‘ odissea digitale nella decadenza dell’occidente, fra crisi finanziarie e stato di guerra permanente. La supremazia dell’occidente sul mondo si infrange sulle sue stesse contraddizioni ri-emergono malattie mai troppo nascoste dalla cultura dell’illuminismo e del razionalismo: il razzismo, l’intolleranza, la sopraffazione.Un ritratto impietoso di un mondo in deflagrazione, dove le differenze sociali esplodono in scontro, la difficoltà di sopravvivenza diventa guerra dei poveri, l’emigrazione verso le aree più ricche del pianeta scatena intolleranze. L’avanzata inesorabile dell’oriente, nuovo tempio delle merci e dell’accumulazione del capitale. Entropia è un progetto attivo dal 1996,ha realizzato performances e lavori nei quali ha esplorato le possibili contaminazioni della musica elettronica e le interazioni con diverse forme d'arte. Hanno collaborato con numerosi artisti e musicisti di differenti discipline come Remo Remotti, Recycle, Prince Faster, Maurizio Giammarco, SignofSound, John B. Arnold, Varo Venturi, Mauro Tiberi, Giona A. Nazzaro, Roberto Laneri, Eugenio Vatta, Seekness, Marco Passarani, FM D'Arcangelo.
Link: www.eclectic.it/entropia
Teatro Il Cantiere 9 Marzo 2013 “Entropia” estratto del disco: “The Decline of western civilization” performes: Amptek AleX Marenga: laptop, guitars, synths, Dr.Lops: keys, pads, Emiliano Cappelli: bass, Biagio Orlandi: saxophones, Davide Pentassuglia: drums, percussives, guest stars: Mauro Tiberi: vocals, Valentina Buffone, Antonio Marino: dance performers. Entropia, progetto storico della scena elettronica italiana, protagonista di originali contaminazione stilistiche e di interazione fra le arti presenta il nuovo album: "The Decline of Western Civilization". Un opera concept in quattro movimenti su video elaborazioni originali e una coreografia di Valentina Buffone dove l'elettronica si contamina in mille modi diversi attraversando i possibili sentieri della ricerca. Ambient, electro, jazz-rock, sperimentazione, echi ethno-tribali, breakbeat, industrial, noise music si fondono in un progetto di iper-contaminazione sonora senza precedentii. Un‘ odissea digitale nella decadenza dell’occidente, fra crisi finanziarie e stato di guerra permanente. La supremazia dell’occidente sul mondo si infrange sulle sue stesse contraddizioni ri-emergono malattie mai troppo nascoste dalla cultura dell’illuminismo e del razionalismo: il razzismo, l’intolleranza, la sopraffazione.Un ritratto impietoso di un mondo in deflagrazione, dove le differenze sociali esplodono in scontro, la difficoltà di sopravvivenza diventa guerra dei poveri, l’emigrazione verso le aree più ricche del pianeta scatena intolleranze. L’avanzata inesorabile dell’oriente, nuovo tempio delle merci e dell’accumulazione del capitale. Entropia è un progetto attivo dal 1996,ha realizzato performances e lavori nei quali ha esplorato le possibili contaminazioni della musica elettronica e le interazioni con diverse forme d'arte. Hanno collaborato con numerosi artisti e musicisti di differenti discipline come Remo Remotti, Recycle, Prince Faster, Maurizio Giammarco, SignofSound, John B. Arnold, Varo Venturi, Mauro Tiberi, Giona A. Nazzaro, Roberto Laneri, Eugenio Vatta, Seekness, Marco Passarani, FM D'Arcangelo.
Link: www.eclectic.it/entropia
Diana e la Tuda
12.3.13
.
Teatro
12.3.13
Teatro
Colosseo Nuovo Teatro 7 Marzo 2013 “DIANA E LA TUDA” di Luigi Pirandello, regia Andrea Bizzarri con: Alida Sacoor, Roberto Bagagli, Andrea Alesio, Stefano Dalla Costa, Flavia Faloppa. Questa è la storia di Diana. Ma anche della Tuda. E di Giuncano, di Sirio, di Caravani e Sara Mendel. Sirio Dossi è un giovane scultore. Come abbia trascorso la sua vita, precedentemente ai fatti raccontati, non ci è dato sapere se non per vie indirette. Di lui si sa che ha cominciato a scolpire dopo aver visto distruggere da un altro scultore, Nono Giuncano, tutte le sue statue. Eccolo, dunque, che si appresta a completare la sua prima e, molto probabilmente, ultima opera, ispirata alla Diana del Cellini. Per farlo gli occorre una donna. Entra in ballo, quindi, la Tuda, una giovanissima ed aitante modella, che accetta di prestare il suo corpo per la composizione. Il gioco, cui prendono parte anche Caravani, un pittore, e Sara Mendel, perdutamente divisa fra quest'ultimo e Sirio, diviene sempre più infernale tanto da portare la vicenda a continue virate emotive che appassionano e coinvolgono. L'inaspettato finale completa mirabilmente il più arguto tra i capolavori di Luigi Pirandello.
Colosseo Nuovo Teatro 7 Marzo 2013 “DIANA E LA TUDA” di Luigi Pirandello, regia Andrea Bizzarri con: Alida Sacoor, Roberto Bagagli, Andrea Alesio, Stefano Dalla Costa, Flavia Faloppa. Questa è la storia di Diana. Ma anche della Tuda. E di Giuncano, di Sirio, di Caravani e Sara Mendel. Sirio Dossi è un giovane scultore. Come abbia trascorso la sua vita, precedentemente ai fatti raccontati, non ci è dato sapere se non per vie indirette. Di lui si sa che ha cominciato a scolpire dopo aver visto distruggere da un altro scultore, Nono Giuncano, tutte le sue statue. Eccolo, dunque, che si appresta a completare la sua prima e, molto probabilmente, ultima opera, ispirata alla Diana del Cellini. Per farlo gli occorre una donna. Entra in ballo, quindi, la Tuda, una giovanissima ed aitante modella, che accetta di prestare il suo corpo per la composizione. Il gioco, cui prendono parte anche Caravani, un pittore, e Sara Mendel, perdutamente divisa fra quest'ultimo e Sirio, diviene sempre più infernale tanto da portare la vicenda a continue virate emotive che appassionano e coinvolgono. L'inaspettato finale completa mirabilmente il più arguto tra i capolavori di Luigi Pirandello.
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Teatro
Wakefield
10.3.13
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Teatro
10.3.13
Teatro
Teatro Lo Spazio dal 5 al 10 marzo 2013 “WAKEFIELD: l'uomo che volò oltre se stesso” di e con Giuseppe Manfridi, regia di Claudio Boccaccini. “Wakefield” è una novella di Hawthorne che narra di un uomo determinato a guardare la propria vita dal di fuori. Per farlo, il protagonista abbandona la famiglia prendendo alloggio nella stanza di una pensione che fronteggia la casa da cui è venuto via, e qui rimane per una ventina d’anni sino al giorno in cui decide di riattraversare la strada e ritornare dalla moglie (ormai spenta da una vedovanza ritenuta certa) con l’intenzione di riavviare il ménage di un tempo come se nulla fosse accaduto. Da qui si parte per un viaggio che, attraversando Poe e Melville, giunge imprevedutamente alle Olimpiadi messicane del ’68 per raccontare una prodigiosa impresa sportiva… per raccontarla dal di dentro, quasi in presa diretta… e per raccontare qualcosa da molti dimenticata. O forse mai saputa.
Teatro Lo Spazio dal 5 al 10 marzo 2013 “WAKEFIELD: l'uomo che volò oltre se stesso” di e con Giuseppe Manfridi, regia di Claudio Boccaccini. “Wakefield” è una novella di Hawthorne che narra di un uomo determinato a guardare la propria vita dal di fuori. Per farlo, il protagonista abbandona la famiglia prendendo alloggio nella stanza di una pensione che fronteggia la casa da cui è venuto via, e qui rimane per una ventina d’anni sino al giorno in cui decide di riattraversare la strada e ritornare dalla moglie (ormai spenta da una vedovanza ritenuta certa) con l’intenzione di riavviare il ménage di un tempo come se nulla fosse accaduto. Da qui si parte per un viaggio che, attraversando Poe e Melville, giunge imprevedutamente alle Olimpiadi messicane del ’68 per raccontare una prodigiosa impresa sportiva… per raccontarla dal di dentro, quasi in presa diretta… e per raccontare qualcosa da molti dimenticata. O forse mai saputa.
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Teatro
Banchetto di canti e poesie
10.3.13
Musica,
Odin,
Poesia
Teatro Vascello 8 marzo 2013 l’Odin Tatret in “Banchetto di canti e poesie” scambio e interazione tra Orchestra Mondiale di Holstebro “Colpiti dall’ispirazione”, gli allievi attori dell'accademia EUTHECA, il Teatro DeMerode e artisti, musicisti, poeti e anziani del quartiere Monteverde di Roma. Questa performance è stata una conseguenza del laboratorio di trampoli che Donald Kitt (Odin Teatret) ha fatto presso il Teatro DeMerode. L’Odin Teatret arriva a Roma per un mese intenso (dal 16 febbraio al 17 marzo) fatto di incontri, seminari, laboratori, spettacoli, presentazioni di libri e proiezioni di film, tutti dedicati a loro, alla loro storia e alla loro arte fatta di ricerca a livello di creazione, di recitazione e di regia. L’Odin Teatret fa capo a Eugenio Barba, un regista e studioso di arti teatrali pluripremiato e pluri-insignito di lauree honoris causa in tutto il mondo. Nato a Gallipoli (LE) si è trasferito in Norvegia all’età di 18 anni e da lì poi in Polonia, dove, per tre anni ha studiato con Jerzy Grotowski prima di andare in India e scrivere un libro sul Kathakali. Tornato a Oslo, nell’ottobre 1964, ha fondato l’Odin Teatret/Nordisk Teaterlaboratorium che, da lì in poi avrebbe accolto artisti da ogni parte del mondo ed avrebbe creato oltre 70 pièces teatrali. Nel 1979, Barba ha creato l’ISTA ed ha aperto un nuovo campo di studi: l’antropologia teatrale. In tutto questo non ha mai dimenticato l’Italia, terra in cui spesso torna con il suo Odin Teatret a fare spettacoli e a tenere laboratori.
link: http://www.odinteatret.dk
Teatro Vascello 8 marzo 2013 l’Odin Tatret in “Banchetto di canti e poesie” scambio e interazione tra Orchestra Mondiale di Holstebro “Colpiti dall’ispirazione”, gli allievi attori dell'accademia EUTHECA, il Teatro DeMerode e artisti, musicisti, poeti e anziani del quartiere Monteverde di Roma. Questa performance è stata una conseguenza del laboratorio di trampoli che Donald Kitt (Odin Teatret) ha fatto presso il Teatro DeMerode. L’Odin Teatret arriva a Roma per un mese intenso (dal 16 febbraio al 17 marzo) fatto di incontri, seminari, laboratori, spettacoli, presentazioni di libri e proiezioni di film, tutti dedicati a loro, alla loro storia e alla loro arte fatta di ricerca a livello di creazione, di recitazione e di regia. L’Odin Teatret fa capo a Eugenio Barba, un regista e studioso di arti teatrali pluripremiato e pluri-insignito di lauree honoris causa in tutto il mondo. Nato a Gallipoli (LE) si è trasferito in Norvegia all’età di 18 anni e da lì poi in Polonia, dove, per tre anni ha studiato con Jerzy Grotowski prima di andare in India e scrivere un libro sul Kathakali. Tornato a Oslo, nell’ottobre 1964, ha fondato l’Odin Teatret/Nordisk Teaterlaboratorium che, da lì in poi avrebbe accolto artisti da ogni parte del mondo ed avrebbe creato oltre 70 pièces teatrali. Nel 1979, Barba ha creato l’ISTA ed ha aperto un nuovo campo di studi: l’antropologia teatrale. In tutto questo non ha mai dimenticato l’Italia, terra in cui spesso torna con il suo Odin Teatret a fare spettacoli e a tenere laboratori.
link: http://www.odinteatret.dk
Sull'orlo dell'abisso non dimentico
9.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
3 Marzo 2013 “SULL’ORLO DELL’ABISSO NON DIMENTICO” con Veronica Maria Genovese, Giacomo Grilli, Lorenzo Guerrieri, Giuliano Leva, Andrea Monno, Nika Perrone, Michela Rossetti, regia: Lorenzo Emanuele Ciambrelli, Giacomo Andrea Sette,Tommaso Zaccheo. Si tratta un viaggio lungo quattro corti teatrali diversi e intimamente legati che scandagliano quella crisi psicologica ed emotiva, vissuta dagli individui intimamente e socialmente, che è quel terreno marcio di cui forse la crisi economica è solo un frutto: Ma Venga pure il Mattino, Gangbank, Morte di un assassino, Bagarre per un Massacro.
3 Marzo 2013 “SULL’ORLO DELL’ABISSO NON DIMENTICO” con Veronica Maria Genovese, Giacomo Grilli, Lorenzo Guerrieri, Giuliano Leva, Andrea Monno, Nika Perrone, Michela Rossetti, regia: Lorenzo Emanuele Ciambrelli, Giacomo Andrea Sette,Tommaso Zaccheo. Si tratta un viaggio lungo quattro corti teatrali diversi e intimamente legati che scandagliano quella crisi psicologica ed emotiva, vissuta dagli individui intimamente e socialmente, che è quel terreno marcio di cui forse la crisi economica è solo un frutto: Ma Venga pure il Mattino, Gangbank, Morte di un assassino, Bagarre per un Massacro.
Destroy// Dance Elixir
9.3.13
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Danza
9.3.13
Danza
Duncan 3.0, 2 Marzo 2013 Officina COREografica 2013 “Destroy// Dance Elixir” La danza può essere distrutta? Nell’ambito dell’Officina COREografica 2013 la coreografa Leyya Mona Tawil in Destroy / /. Un progetto dove Leyya ed un gruppo di danzatori, scelti localmente in ogni tappa del tour, creano in una coreografia in un giorno. Lo performance è la distruzione della coreografia stessa. I danzatori provano durante la performance a conservare il materiale costruito durante il workshop, ma vengono contrastati dai meccanismi distruttivi che fanno parte del lavoro. In questo modo, la danza si autodistrugge. Presentato da Core presso il Duncan 3.0, Destroy / / verrà danzato a Roma da Leyya Mona Tawil, dalla guest coreografa Manuela Tessi da Amsterdam e da un gruppo di danzatori della scena romana, con la partecipazione dei musicisti Ava Mendoza (chitarra) e Marco Di Gasbarro (percussioni).
link: www.coredanza.it
Duncan 3.0, 2 Marzo 2013 Officina COREografica 2013 “Destroy// Dance Elixir” La danza può essere distrutta? Nell’ambito dell’Officina COREografica 2013 la coreografa Leyya Mona Tawil in Destroy / /. Un progetto dove Leyya ed un gruppo di danzatori, scelti localmente in ogni tappa del tour, creano in una coreografia in un giorno. Lo performance è la distruzione della coreografia stessa. I danzatori provano durante la performance a conservare il materiale costruito durante il workshop, ma vengono contrastati dai meccanismi distruttivi che fanno parte del lavoro. In questo modo, la danza si autodistrugge. Presentato da Core presso il Duncan 3.0, Destroy / / verrà danzato a Roma da Leyya Mona Tawil, dalla guest coreografa Manuela Tessi da Amsterdam e da un gruppo di danzatori della scena romana, con la partecipazione dei musicisti Ava Mendoza (chitarra) e Marco Di Gasbarro (percussioni).
link: www.coredanza.it
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Danza
La nobile arte
9.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
2 Marzo 2013 “LA NOBILE ARTE” con Valentina Beotti, regia: Valentina Beotti e Claudia Pajewski. La Nobile Arte è una performance suddivisa in tre movimenti, che corrispondono a tre round. Sul ring, una pugile è in lotta con se stessa e le sue ombre; sullo sfondo, immagini enigmatiche riempiono la scena. Fra reazioni imprevedibili, coinvolgimento del pubblico, arie classiche e impiego di media differenti, La Nobile Arte si configura come una performance coinvolgente e intensa, capace di spiazzare e commuovere al tempo stesso.
2 Marzo 2013 “LA NOBILE ARTE” con Valentina Beotti, regia: Valentina Beotti e Claudia Pajewski. La Nobile Arte è una performance suddivisa in tre movimenti, che corrispondono a tre round. Sul ring, una pugile è in lotta con se stessa e le sue ombre; sullo sfondo, immagini enigmatiche riempiono la scena. Fra reazioni imprevedibili, coinvolgimento del pubblico, arie classiche e impiego di media differenti, La Nobile Arte si configura come una performance coinvolgente e intensa, capace di spiazzare e commuovere al tempo stesso.
Zona non protetta
9.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
1 Marzo 2013 “ZONA NON PROTETTA” con: Angela Brusa, Annabella Calabrese, Emanuela Damasio, Rachele Minelli, Fabrizio,Odetto, Luca Rinaldi, regia: Marzia dal Fabbro.L'azione scenica si svolge in diversi luoghi (Londra, Israele, Stati Uniti e Palestina), nei quali si incrociano storie di personaggi legati dai conflitti e dalla mobilità di un mondo dove i confini geografici sono al tempo stesso reali e virtuali. L’ambientazione in vari paesi, i personaggi di etnie diverse, il linguaggio talvolta realistico, talvolta meta-teatrale, l’uso di lingue ed espressioni straniere sono tutti elementi usati per riflettere la contemporaneità e le trasformazioni del nuovo millennio.
1 Marzo 2013 “ZONA NON PROTETTA” con: Angela Brusa, Annabella Calabrese, Emanuela Damasio, Rachele Minelli, Fabrizio,Odetto, Luca Rinaldi, regia: Marzia dal Fabbro.L'azione scenica si svolge in diversi luoghi (Londra, Israele, Stati Uniti e Palestina), nei quali si incrociano storie di personaggi legati dai conflitti e dalla mobilità di un mondo dove i confini geografici sono al tempo stesso reali e virtuali. L’ambientazione in vari paesi, i personaggi di etnie diverse, il linguaggio talvolta realistico, talvolta meta-teatrale, l’uso di lingue ed espressioni straniere sono tutti elementi usati per riflettere la contemporaneità e le trasformazioni del nuovo millennio.
Duo Wiener Glasharmonika in concerto
9.3.13
.
Musica
9.3.13
Musica
Forum Austriaco di Cultura Roma 5 marzo 2013 Duo Wiener Glasharmonika in concerto: Christa Schönfeldinger (armonica a bicchieri) e Gerald Schönfeldinger (verrophone). Con un repertorio che spazia da Johann Sebastian Bach a Wolfgang Amadeus Mozart fino a Philip Glass il duo Wiener Glasharmonika stupirà il pubblico romano con un particolarissimo concerto per due vere e proprie rarità musicali: l’armonica a bicchieri e il verrophone. Con una carriera concertistica da violinisti alle spalle, negli anni Novanta Christa e Gerald Schönfeldinger decidono di esplorare le possibilità di fare musica con gli strumenti di vetro. Perseguendo il proprio intento riscoprono e portano a nuova vita uno strumento che, dopo aver goduto di straordinaria popolarità nel XVIII secolo è stato dimenticato per quasi due secoli: l’armonica a vetro. Inventata dallo scienziato e politico americano Benjamin Franklin nel Diciottesimo secolo, lo strumento prevede, al posto di normali tasti da pianoforte, una serie di calotte di vetro che, sfiorate dalle dita inumidite danno origine a una serie di particolarissime sonorità. Affascinato dalle potenzialità musicali dell’armonica a vetro, il duo si è avvicinato a un altro strumento a vetro, il verrophone, inventato nel 1983 da Sascha Reckert e basato sull’idea dei bicchieri musicali.
link: www.austriacult.roma.it
Forum Austriaco di Cultura Roma 5 marzo 2013 Duo Wiener Glasharmonika in concerto: Christa Schönfeldinger (armonica a bicchieri) e Gerald Schönfeldinger (verrophone). Con un repertorio che spazia da Johann Sebastian Bach a Wolfgang Amadeus Mozart fino a Philip Glass il duo Wiener Glasharmonika stupirà il pubblico romano con un particolarissimo concerto per due vere e proprie rarità musicali: l’armonica a bicchieri e il verrophone. Con una carriera concertistica da violinisti alle spalle, negli anni Novanta Christa e Gerald Schönfeldinger decidono di esplorare le possibilità di fare musica con gli strumenti di vetro. Perseguendo il proprio intento riscoprono e portano a nuova vita uno strumento che, dopo aver goduto di straordinaria popolarità nel XVIII secolo è stato dimenticato per quasi due secoli: l’armonica a vetro. Inventata dallo scienziato e politico americano Benjamin Franklin nel Diciottesimo secolo, lo strumento prevede, al posto di normali tasti da pianoforte, una serie di calotte di vetro che, sfiorate dalle dita inumidite danno origine a una serie di particolarissime sonorità. Affascinato dalle potenzialità musicali dell’armonica a vetro, il duo si è avvicinato a un altro strumento a vetro, il verrophone, inventato nel 1983 da Sascha Reckert e basato sull’idea dei bicchieri musicali.
link: www.austriacult.roma.it
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Musica
Factory - Debutto di Dio
8.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
3 Marzo 2013 “IL DEBUTTO DI DIO” con Alessandro Giuggioli e Luca Scapparone regia: Carlo Manfredi. La pièce si svolge all’interno del camerino di un teatro dove Dio, stanco e amareggiato del “ruolo” di Padre Eterno, decide di cambiare la propria vita. Decide così di debuttare come attore, in teatro: riuscirà a superare la prova? Il debutto di Dio è uno spettacolo dissacrante che, attraverso la metafora e l’uso della parola, affronta il tema della vulnerabilità e delle ossessioni degli esseri umani.
3 Marzo 2013 “IL DEBUTTO DI DIO” con Alessandro Giuggioli e Luca Scapparone regia: Carlo Manfredi. La pièce si svolge all’interno del camerino di un teatro dove Dio, stanco e amareggiato del “ruolo” di Padre Eterno, decide di cambiare la propria vita. Decide così di debuttare come attore, in teatro: riuscirà a superare la prova? Il debutto di Dio è uno spettacolo dissacrante che, attraverso la metafora e l’uso della parola, affronta il tema della vulnerabilità e delle ossessioni degli esseri umani.
Factory - Pas d'hospitalité
8.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
1 Marzo 2013 “PAS D’HOSPITALITÉ” con: Laura Graziosi, regia: Laura Graziosi. Pas d’hospitalité trae spunto da un dialogo realmente ascoltato in una tabaccheria tra la negoziante e una signora che, dopo aver elencato gli innumerevoli piatti preparati la sera prima, precisava di non aver organizzato alcuna cena e di non aspettare ospiti. Da questo frammento di vita vissuta nasce l'idea di esplorare la condizione della solitudine, sia reale che immaginata. In scena soltanto un’attrice e cinque sedie che acquistano vitalità tramite un gioco surreale e di immaginazione, in cui le parole e il corpo riempiono lo spazio vuoto, rendendolo pieno di anima.
Radio Boh ha intervistato Laura,Come è nato “PAS D’HOSPITALITÉ”?
1 Marzo 2013 “PAS D’HOSPITALITÉ” con: Laura Graziosi, regia: Laura Graziosi. Pas d’hospitalité trae spunto da un dialogo realmente ascoltato in una tabaccheria tra la negoziante e una signora che, dopo aver elencato gli innumerevoli piatti preparati la sera prima, precisava di non aver organizzato alcuna cena e di non aspettare ospiti. Da questo frammento di vita vissuta nasce l'idea di esplorare la condizione della solitudine, sia reale che immaginata. In scena soltanto un’attrice e cinque sedie che acquistano vitalità tramite un gioco surreale e di immaginazione, in cui le parole e il corpo riempiono lo spazio vuoto, rendendolo pieno di anima.
Radio Boh ha intervistato Laura,Come è nato “PAS D’HOSPITALITÉ”?
Belli - La mi’ Musa è de casa Miseroschi
7.3.13
.
Belli,
Letteratura
7.3.13
Belli,
Letteratura
Teatro Argentina dal 23 gennaio al 22 maggio 2013 “Giuseppe Gioachino Belli a 150 anni dalla morte” coordinamento e cura Marcello Teodonio Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli. Nel centocinquantesimo della morte di Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), il Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli propone un ciclo di letture/spettacolo. Il ciclo ripropone quella schema di evento (di cui il teatro Argentina è stato iniziatore) che tanto successo ha ottenuto nelle precedenti stagioni teatrali, e cioè la presentazione, affidata ai massimi studiosi e ai migliori interpreti, dei sonetti in dialetto, e in generale della produzione letteraria, di Belli. Gli incontri costituiscono l’occasione per una conoscenza corretta e non pedante, e al tempo stesso di sicuro impatto spettacolare, dei testi, delle opere e della personalità di un poeta affascinante e complesso come Belli, il quale doveva fare i conti con la modernità e i nuovi protagonisti della cultura e della storia.
20 febbraio, ore 17.00 “La mi’ Musa è de casa Miseroschi”. Belli e la Russia da Gogol’ a Solonovic a cura di Claudio Costa e Rita Giuliani con Angelo Maggi e Marina Tagliaferri
20 febbraio, ore 17.00 “La mi’ Musa è de casa Miseroschi”. Belli e la Russia da Gogol’ a Solonovic a cura di Claudio Costa e Rita Giuliani con Angelo Maggi e Marina Tagliaferri
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Belli,
Letteratura
Terra terra - Ecologia di scena
7.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
1 Marzo 2013 “TERRATERRA – ECOLOGIA DI SCENA” con Maria Elisa Carzedda, Maria Elena Curzi, Silvia Franci, Chiara Pacioni, coreografie: Luogocomune. Lo spettacolo riflette (letteralmente facendo da specchio) la barbarie dell’esistenza contemporanea, stordita dagli spot pubblicitari, ridotta a una volgare, balbuziente e inebetita sopravvivenza animalesca. Nella prima parte lo spot pubblicitario, colonna sonora della vita quotidiana, nella sua ossessiva presenza è diventato quasi impercettibile. Nella seconda, un personaggio metaforico incarna di volta in volta i simboli del potere e della cultura dominante.
1 Marzo 2013 “TERRATERRA – ECOLOGIA DI SCENA” con Maria Elisa Carzedda, Maria Elena Curzi, Silvia Franci, Chiara Pacioni, coreografie: Luogocomune. Lo spettacolo riflette (letteralmente facendo da specchio) la barbarie dell’esistenza contemporanea, stordita dagli spot pubblicitari, ridotta a una volgare, balbuziente e inebetita sopravvivenza animalesca. Nella prima parte lo spot pubblicitario, colonna sonora della vita quotidiana, nella sua ossessiva presenza è diventato quasi impercettibile. Nella seconda, un personaggio metaforico incarna di volta in volta i simboli del potere e della cultura dominante.
Bukowski. A Night with Hank
6.3.13
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ParaboleFraiSampietrini,
Teatro
6.3.13
ParaboleFraiSampietrini,
Teatro
Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica
FORTE FANFULLA 28 Febbraio 2013 PARABOLE FRA I SANPIETRINI - C’è bisogno, Festival di teatro da Roma in fuori. "Bukowski. A Night with Hank" produzione TeatrodeiLimoni . Monologo per attore solo testo di D. Francesco Nikzad in scena Roberto Galano, voci f.c.– Leonardo Losavio, Francesca De Sandoli, Letizia Amoreo, Maria Chiara Giannetta. Elementi scenici Michele Ciuffreda, D.F. Nikzad, Vito Scudo, editing audio/grafica Roberto Moretto JRStudio. Ass. regia Maria Chiara Giannetta. Musiche originali Antonio Catapano. Io non sono Bukowski. Charles non era Bukowski. E nessuno sarà mai Bukowski. C'è qualcosa nascosto, protetto dai litri di alcol che marciscono nel fegato, dalle scopate, dalle perversioni e l'odio per una mondo pieno di figli di puttana. Qualcosa di così puro che può appartenere solo a un angelo. Ma gli angeli non esistono, e se esistono hanno le ali di carta che si bagnano alla prima goccia di pioggia. Esiste, invece, una notte che divide il mito dello scrittore dal fragile ubriacone perdente. Una notte sola. Soltanto lui e il suo piccolo uccello azzurro nel cuore. Una notte con Hank.
Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica
FORTE FANFULLA 28 Febbraio 2013 PARABOLE FRA I SANPIETRINI - C’è bisogno, Festival di teatro da Roma in fuori. "Bukowski. A Night with Hank" produzione TeatrodeiLimoni . Monologo per attore solo testo di D. Francesco Nikzad in scena Roberto Galano, voci f.c.– Leonardo Losavio, Francesca De Sandoli, Letizia Amoreo, Maria Chiara Giannetta. Elementi scenici Michele Ciuffreda, D.F. Nikzad, Vito Scudo, editing audio/grafica Roberto Moretto JRStudio. Ass. regia Maria Chiara Giannetta. Musiche originali Antonio Catapano. Io non sono Bukowski. Charles non era Bukowski. E nessuno sarà mai Bukowski. C'è qualcosa nascosto, protetto dai litri di alcol che marciscono nel fegato, dalle scopate, dalle perversioni e l'odio per una mondo pieno di figli di puttana. Qualcosa di così puro che può appartenere solo a un angelo. Ma gli angeli non esistono, e se esistono hanno le ali di carta che si bagnano alla prima goccia di pioggia. Esiste, invece, una notte che divide il mito dello scrittore dal fragile ubriacone perdente. Una notte sola. Soltanto lui e il suo piccolo uccello azzurro nel cuore. Una notte con Hank.
Dal Khutai Namak
6.3.13
.
Teatro
6.3.13
Teatro
Teatro Tordinona 1 Marzo 2013 “DAL KHUTAI NAMAK” di Ali Shams, Traduzione Parisa Nazari,Regia Ali Shams, Con Aleandro Fusco, Claudia Ionescu, Javad Khodaie, Aiuto regia Amir Ansari, Farshid Abdoli, Maschere Mandana Ansari, Musica dal vivo Reza Taheri. Quest’opera prende il nome dal Khutai Namak, l’antica raccolta della mitologia iranica e delle leggendarie vicissitudini eroiche dell’era antecedente l’invasione araba. E’ da questo manoscritto bruciato dagli arabi, che (nel X secolo) il poeta Ferdowsi trasse ispirazione per lo Shahname (Il libro dei re), opera centrale dell’epica persiana, che permise la rinascita della lingua persiana due secoli dopo la conquista araba. La messa in scena, essenziale e suggestiva, si fonda sulla combinazione di diversi elementi, sia iraniani che occidentali: dal mondo degli antichi cantastorie al teatro sperimentale, dalla danza alla musica tradizionale. La narrazione si snoda intorno alla tragedia di Rostam ed Esfandiar, due eroi leggendari dello Shahnameh. È una storia che parla del valore della libertà: questo spettacolo è dedicato a tutti gli iraniani che nella lunga storia del proprio paese hanno perso la vita per la libertà.
Teatro Tordinona 1 Marzo 2013 “DAL KHUTAI NAMAK” di Ali Shams, Traduzione Parisa Nazari,Regia Ali Shams, Con Aleandro Fusco, Claudia Ionescu, Javad Khodaie, Aiuto regia Amir Ansari, Farshid Abdoli, Maschere Mandana Ansari, Musica dal vivo Reza Taheri. Quest’opera prende il nome dal Khutai Namak, l’antica raccolta della mitologia iranica e delle leggendarie vicissitudini eroiche dell’era antecedente l’invasione araba. E’ da questo manoscritto bruciato dagli arabi, che (nel X secolo) il poeta Ferdowsi trasse ispirazione per lo Shahname (Il libro dei re), opera centrale dell’epica persiana, che permise la rinascita della lingua persiana due secoli dopo la conquista araba. La messa in scena, essenziale e suggestiva, si fonda sulla combinazione di diversi elementi, sia iraniani che occidentali: dal mondo degli antichi cantastorie al teatro sperimentale, dalla danza alla musica tradizionale. La narrazione si snoda intorno alla tragedia di Rostam ed Esfandiar, due eroi leggendari dello Shahnameh. È una storia che parla del valore della libertà: questo spettacolo è dedicato a tutti gli iraniani che nella lunga storia del proprio paese hanno perso la vita per la libertà.
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Teatro
Scena, Gesto, Senso
6.3.13
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Laboratorio,
Teatro
6.3.13
Laboratorio,
Teatro
Colosseo Nuovo Teatro 18 Febbraio 2013 “Scena, Gesto, Senso” prova aperta di laboratorio teatrale con: Carmelo Pizza, Pamela Cirulli, Andrea Fagiani, Vincenzo Ferraro, Carmela Giorgi, Simona Lavorato, Diana Musolino, Marta Pucci, Caterina Reggio, Leonardo Stillitano, Viola Marta Zurlo.
Colosseo Nuovo Teatro 18 Febbraio 2013 “Scena, Gesto, Senso” prova aperta di laboratorio teatrale con: Carmelo Pizza, Pamela Cirulli, Andrea Fagiani, Vincenzo Ferraro, Carmela Giorgi, Simona Lavorato, Diana Musolino, Marta Pucci, Caterina Reggio, Leonardo Stillitano, Viola Marta Zurlo.
Singolarità del femminile
5.3.13
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Letteratura
5.3.13
Letteratura
Teatro Argentina, Sala Squarzina 27 febbraio 2013 Emilia Costantini incontra Luisa Ranieri. Torna l’appuntamento con la “Singolarità del femminile”, una serie di incontri aperti al pubblico dove Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, intervisterà alcune protagoniste del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’imprenditoria, della politica, per capire i problemi delle donne di oggi, sempre più impegnate nei più disparati ambiti lavorativi, e se sia possibile coniugare femminilità e mente, impegno professionale e famiglia, amore materno-coniugale e ambizione, cuore e ragione. La giornalista porrà le ospiti sotto il fuoco incrociato delle sue domande e di quelle del pubblico, con ottiche diverse: da una parte la realizzazione femminile attraverso il sentimento, dall’altra l’affermazione professionale. Sarà un modo per scoprire anche risvolti inediti, lati privati e nascosti dei personaggi famosi che, di volta in volta, si avvicenderanno sul palcoscenico. Luisa Ranieri, prima protagonista della rassegna, porta il suo contributo di donna, mamma e moglie, e di attrice a 360 gradi, impegnata nel cinema, nel teatro e nella fiction di qualità. E non mancheranno né le domande da parte del pubblico in sala e nemmeno il punto di vista maschile: da dietro le quinte, spunterà un uomo che, dopo aver ascoltato in silenzio la discussione avvenuta in palcoscenico, avrà il compito di commentare, chiosare, riflettere, controbattere e magari anche polemizzare con quanto è stato affermato fino a quel momento.
Teatro Argentina, Sala Squarzina 27 febbraio 2013 Emilia Costantini incontra Luisa Ranieri. Torna l’appuntamento con la “Singolarità del femminile”, una serie di incontri aperti al pubblico dove Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, intervisterà alcune protagoniste del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’imprenditoria, della politica, per capire i problemi delle donne di oggi, sempre più impegnate nei più disparati ambiti lavorativi, e se sia possibile coniugare femminilità e mente, impegno professionale e famiglia, amore materno-coniugale e ambizione, cuore e ragione. La giornalista porrà le ospiti sotto il fuoco incrociato delle sue domande e di quelle del pubblico, con ottiche diverse: da una parte la realizzazione femminile attraverso il sentimento, dall’altra l’affermazione professionale. Sarà un modo per scoprire anche risvolti inediti, lati privati e nascosti dei personaggi famosi che, di volta in volta, si avvicenderanno sul palcoscenico. Luisa Ranieri, prima protagonista della rassegna, porta il suo contributo di donna, mamma e moglie, e di attrice a 360 gradi, impegnata nel cinema, nel teatro e nella fiction di qualità. E non mancheranno né le domande da parte del pubblico in sala e nemmeno il punto di vista maschile: da dietro le quinte, spunterà un uomo che, dopo aver ascoltato in silenzio la discussione avvenuta in palcoscenico, avrà il compito di commentare, chiosare, riflettere, controbattere e magari anche polemizzare con quanto è stato affermato fino a quel momento.
Performazione e Rivoluzione!
5.3.13
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Laboratorio,
Teatro
5.3.13
Laboratorio,
Teatro
Teatro Tordinona 27 Febbraio 2013 “PERFORMAZIONE E RIVOLUZIONE!” Seminario/Conferenza/Spettacolo sulla PERFORMAZIONE di e con Antonio Bilo Canella.
La Performazione è una ricerca onesta, che apre le porte ad una nuova possibilità teatrale legata al superamento del copione; allo stesso tempo, in questa forma attuale, vuole tenere aperta la relazione con un pubblico : diciamo che è una sorta di rito, aperto, che tocca sacro e profano. Vorrei chiarire che la Performazione non è semplice improvvisazione e non ha nulla a che vedere con le esperienze di teatro estemporaneo che ho avuto modo di reperire in tutto il mondo su internet: la Performazione prevede per mesi uno studio accurato e intellettuale al massimo grado di questa accezione, sui materiali che costituiranno "l'universo di riferimento"; le tecniche usate per la manifestazione spettacolare non hanno confini (danza, voce, pantomima, cabaret, etc...) e sicuramente non si limitano (come succede nella totalità delle ricerche improvvisative teatrali che visto) al teatro borghese (uomo in piedi che parla...). Ho creato una preparazione che è in grado di accompagnare degli attori, qualora vogliano andare oltre il mestiere, a questa creazione dal nulla, estemporanea, collettiva ed in presenza di pubblico. Questo "modo" porta con se alcuni valori che per noi è fondamentale affermare: necessità di un Ascolto totale e di una fiducia incondizionata nei compagni; fiducia che la sinergia totale di più di una persona crei una misteriosa entità altra che supera la somma delle parti (vedi Gestalt o Emergentismo); capacità di tuffarsi nel Vuoto e di andare oltre al pensiero; consapevolezza di poter essere dei tramiti più che degli interpreti, smussando così un po' l'ingombrante presenza dell'Io. Se non ci sono queste cose la Performazione non funziona, non si può fare, per cui è un sistema di feedback per gli artisti realmente crudele ed efficace.
Teatro Tordinona 27 Febbraio 2013 “PERFORMAZIONE E RIVOLUZIONE!” Seminario/Conferenza/Spettacolo sulla PERFORMAZIONE di e con Antonio Bilo Canella.
La Performazione è una ricerca onesta, che apre le porte ad una nuova possibilità teatrale legata al superamento del copione; allo stesso tempo, in questa forma attuale, vuole tenere aperta la relazione con un pubblico : diciamo che è una sorta di rito, aperto, che tocca sacro e profano. Vorrei chiarire che la Performazione non è semplice improvvisazione e non ha nulla a che vedere con le esperienze di teatro estemporaneo che ho avuto modo di reperire in tutto il mondo su internet: la Performazione prevede per mesi uno studio accurato e intellettuale al massimo grado di questa accezione, sui materiali che costituiranno "l'universo di riferimento"; le tecniche usate per la manifestazione spettacolare non hanno confini (danza, voce, pantomima, cabaret, etc...) e sicuramente non si limitano (come succede nella totalità delle ricerche improvvisative teatrali che visto) al teatro borghese (uomo in piedi che parla...). Ho creato una preparazione che è in grado di accompagnare degli attori, qualora vogliano andare oltre il mestiere, a questa creazione dal nulla, estemporanea, collettiva ed in presenza di pubblico. Questo "modo" porta con se alcuni valori che per noi è fondamentale affermare: necessità di un Ascolto totale e di una fiducia incondizionata nei compagni; fiducia che la sinergia totale di più di una persona crei una misteriosa entità altra che supera la somma delle parti (vedi Gestalt o Emergentismo); capacità di tuffarsi nel Vuoto e di andare oltre al pensiero; consapevolezza di poter essere dei tramiti più che degli interpreti, smussando così un po' l'ingombrante presenza dell'Io. Se non ci sono queste cose la Performazione non funziona, non si può fare, per cui è un sistema di feedback per gli artisti realmente crudele ed efficace.
Eco Di Donne
5.3.13
Rassegne,
Teatro
Recensione della rassegna su TeatroeCritica
mail; info@teatroargotstudio.com
Recensione della rassegna su TeatroeCritica
Teatro Argot Studio,
dal 5 al 24 marzo 2013
Festival TEATRO donne - La Scena Sensibile 2013
ECO DI DONNE
Guarda Video
a cura di Serena Grandicelli “Eco di donne”, torna la rassegna di teatro e letteratura al femminile, quest’anno alla sua diciannovesima edizione. Nonostante le difficoltà e il vuoto politico-istituzionale, l’immancabile appuntamento di Scena Sensibile continuerà. Trovando altre vie di sostegno. La Presidenza del Consiglio della Provincia di Roma è stata di fatto l’ultima sostenitrice. Tema di quest’anno è giocato sulla “differenza”. “Differenza donna, intesa come espressione di sè …per esplorare sé stesse e le proprie relazioni e sentimenti amorosi, scoprire fantasmi e fantasie… ma anche un modo diverso per combattere l’ingiustizia, la violenza e la morte con il potere del racconto”. Evento di apertura di scena sensibile è una particolare ricerca sul mito della Dea-Madre che viene dedicato alla scena sensibile e agli anni di studio sui miti al femminile. Ringrazio per questo Tiziano Panici, Ilaria Drago, Marco Guidi, Andrea Giansanti.
link: WWW.TEATROARGOTSTUDIO.COMdal 5 al 24 marzo 2013
Festival TEATRO donne - La Scena Sensibile 2013
ECO DI DONNE
Guarda Video
a cura di Serena Grandicelli “Eco di donne”, torna la rassegna di teatro e letteratura al femminile, quest’anno alla sua diciannovesima edizione. Nonostante le difficoltà e il vuoto politico-istituzionale, l’immancabile appuntamento di Scena Sensibile continuerà. Trovando altre vie di sostegno. La Presidenza del Consiglio della Provincia di Roma è stata di fatto l’ultima sostenitrice. Tema di quest’anno è giocato sulla “differenza”. “Differenza donna, intesa come espressione di sè …per esplorare sé stesse e le proprie relazioni e sentimenti amorosi, scoprire fantasmi e fantasie… ma anche un modo diverso per combattere l’ingiustizia, la violenza e la morte con il potere del racconto”. Evento di apertura di scena sensibile è una particolare ricerca sul mito della Dea-Madre che viene dedicato alla scena sensibile e agli anni di studio sui miti al femminile. Ringrazio per questo Tiziano Panici, Ilaria Drago, Marco Guidi, Andrea Giansanti.
mail; info@teatroargotstudio.com
Factory - Simulacre
4.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
Il 24 Febbraio 2013 D’AMO’ contemporary dance presenta un estratto di “SIMULACRE” Regia e coreografia: Valeria Loprieno. Interpreti: Ludovica Avetrani, Valeria Loprieno. Autore delle musiche: Giacomo Citro. Liberamente ispirato alla commedia Nostra Dea di Massimo Bontempelli e alla corrente del “Realismo Magico”, il lavoro si delinea attraverso l’inversione di causa ed effetto, l’assenza di temporalità e lo spostamento di significato di oggetti e azioni. Tema centrale dello spettacolo è il corpo umano, divenuto simulacro, mera apparenza, veicolo involontario di un’anima corrotta, priva di giudizio critico e unità di pensiero, che indossa maschere e plasma il temperamento in relazione a pressioni esterne.
Il 24 Febbraio 2013 D’AMO’ contemporary dance presenta un estratto di “SIMULACRE” Regia e coreografia: Valeria Loprieno. Interpreti: Ludovica Avetrani, Valeria Loprieno. Autore delle musiche: Giacomo Citro. Liberamente ispirato alla commedia Nostra Dea di Massimo Bontempelli e alla corrente del “Realismo Magico”, il lavoro si delinea attraverso l’inversione di causa ed effetto, l’assenza di temporalità e lo spostamento di significato di oggetti e azioni. Tema centrale dello spettacolo è il corpo umano, divenuto simulacro, mera apparenza, veicolo involontario di un’anima corrotta, priva di giudizio critico e unità di pensiero, che indossa maschere e plasma il temperamento in relazione a pressioni esterne.
Musica per parole
1.3.13
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Musica
1.3.13
Musica
Colosseo Nuovo Teatro 23 febbraio 2013 “MUSICA PER PAROLE” brani eseguiti dal Maestro Antonio Di Pofi da lui composti per gli allestimenti di opere teatrali e sceneggiature cinematografiche di Giuseppe Manfridi. Al violoncello Kyung Mi Lee.
Colosseo Nuovo Teatro 23 febbraio 2013 “MUSICA PER PAROLE” brani eseguiti dal Maestro Antonio Di Pofi da lui composti per gli allestimenti di opere teatrali e sceneggiature cinematografiche di Giuseppe Manfridi. Al violoncello Kyung Mi Lee.
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Musica
Performativa
1.3.13
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Teatro
1.3.13
Teatro
Cine Teatro 26 Febbraio 2013 “PERFORMATIVA” di e con Antonio Bilo Canella. La Performazione è una ricerca onesta, che apre le porte ad una nuova possibilità teatrale legata al superamento del copione; allo stesso tempo, in questa forma attuale, vuole tenere aperta la relazione con un pubblico : diciamo che è una sorta di rito, aperto, che tocca sacro e profano. Vorrei chiarire che la Performazione non è semplice improvvisazione e non ha nulla a che vedere con le esperienze di teatro estemporaneo che ho avuto modo di reperire in tutto il mondo su internet: la Performazione prevede per mesi uno studio accurato e intellettuale al massimo grado di questa accezione, sui materiali che costituiranno "l'universo di riferimento"; le tecniche usate per la manifestazione spettacolare non hanno confini (danza, voce, pantomima, cabaret, etc...) e sicuramente non si limitano (come succede nella totalità delle ricerche improvvisative teatrali che visto) al teatro borghese (uomo in piedi che parla...). Ho creato una preparazione che è in grado di accompagnare degli attori, qualora vogliano andare oltre il mestiere, a questa creazione dal nulla, estemporanea, collettiva ed in presenza di pubblico. Questo "modo" porta con se alcuni valori che per noi è fondamentale affermare: necessità di un Ascolto totale e di una fiducia incondizionata nei compagni; fiducia che la sinergia totale di più di una persona crei una misteriosa entità altra che supera la somma delle parti (vedi Gestalt o Emergentismo); capacità di tuffarsi nel Vuoto e di andare oltre al pensiero; consapevolezza di poter essere dei tramiti più che degli interpreti, smussando così un po' l'ingombrante presenza dell'Io. Se non ci sono queste cose la Performazione non funziona, non si può fare, per cui è un sistema di feedback per gli artisti realmente crudele ed efficace. Dal 1997 Antonio Bilo Canella ed Hossein Zardust Taheri hanno iniziato a presentare risultati pubblici della loro ricerca sulla natura dell'Evento Teatrale e sull'Arte dell'Improvvisazione (Performazione ).
Cine Teatro 26 Febbraio 2013 “PERFORMATIVA” di e con Antonio Bilo Canella. La Performazione è una ricerca onesta, che apre le porte ad una nuova possibilità teatrale legata al superamento del copione; allo stesso tempo, in questa forma attuale, vuole tenere aperta la relazione con un pubblico : diciamo che è una sorta di rito, aperto, che tocca sacro e profano. Vorrei chiarire che la Performazione non è semplice improvvisazione e non ha nulla a che vedere con le esperienze di teatro estemporaneo che ho avuto modo di reperire in tutto il mondo su internet: la Performazione prevede per mesi uno studio accurato e intellettuale al massimo grado di questa accezione, sui materiali che costituiranno "l'universo di riferimento"; le tecniche usate per la manifestazione spettacolare non hanno confini (danza, voce, pantomima, cabaret, etc...) e sicuramente non si limitano (come succede nella totalità delle ricerche improvvisative teatrali che visto) al teatro borghese (uomo in piedi che parla...). Ho creato una preparazione che è in grado di accompagnare degli attori, qualora vogliano andare oltre il mestiere, a questa creazione dal nulla, estemporanea, collettiva ed in presenza di pubblico. Questo "modo" porta con se alcuni valori che per noi è fondamentale affermare: necessità di un Ascolto totale e di una fiducia incondizionata nei compagni; fiducia che la sinergia totale di più di una persona crei una misteriosa entità altra che supera la somma delle parti (vedi Gestalt o Emergentismo); capacità di tuffarsi nel Vuoto e di andare oltre al pensiero; consapevolezza di poter essere dei tramiti più che degli interpreti, smussando così un po' l'ingombrante presenza dell'Io. Se non ci sono queste cose la Performazione non funziona, non si può fare, per cui è un sistema di feedback per gli artisti realmente crudele ed efficace. Dal 1997 Antonio Bilo Canella ed Hossein Zardust Taheri hanno iniziato a presentare risultati pubblici della loro ricerca sulla natura dell'Evento Teatrale e sull'Arte dell'Improvvisazione (Performazione ).
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Teatro
Factory - L'importanza della ruota
1.3.13
Factory,
Teatro
Factory - Ex Mattatoio di Testaccio dal 8 Febbraio al 3 Marzo 2013 “Festival della Creatività”. Festival creato come un investimento per rivolgere a tutti i giovani artisti della città di Roma una possibilità espressiva. Per quattro week end i circa 250 protagonisti della manifestazione, tra artisti, attori, registi e performer under 35, regaleranno alla capitale il loro talento, la loro fantasia, la loro capacità di espressione artistica. Lo spazio di Factory rimarrà a disposizione dei giovani autorizzati ad “occuparlo” con le proprie idee e proposte costruttive per la città. A confermare Factory come laboratorio polivalente e vivace ribalta di idee, l’Assessorato ai Giovani non ha posto nessuna regola o limite su temi e linguaggi: denominatore comune sono esclusivamente l’età degli autori - rigorosamente sotto la soglia dei 35 anni - e l’appartenenza al territorio di Roma - come residenti, domiciliati o iscritti ad un corso di formazione della città. Lo stesso nome Factory è stato scelto direttamente dai giovani attraverso un sondaggio online sui social network. In linea con altri spazi simili presenti in altre capitali europee, come il Matadero di Madrid, Factory si propone come spazio di intenso e continuo fervore creativo, per diventare “un punto di riferimento per chi non rinuncia alla cultura e cerca proposte di qualità accessibili perché gratuite.
24 Febbraio 2013 “L'IMPORTANZA DELLA RUOTA PER IL CRICETO” scritto e diretto da Antonella Civale. Con: Pio Stellaccio, Marianna de Pinto, Masaria Colucci, Alessandra Mortelliti e Giuseppe Pestillo. Caratterizzata da un linguaggio contemporaneo e ricercato, l’intera pièce è un’introspezione di Maurizio, trentacinquenne mediocre e schivo, vittima della propria indolenza, del timore di sé e del futuro, intrappolato in una ruota per criceti sulla quale si ha l’illusione di correre ma in realtà si resta immobili. La consapevolezza della stasi in cui lentamente soffoca e l’incapacità di reagire lo porteranno a scaricare la sua frustrazione in modi imprevisti e grotteschi.



